La mossa del cavallo – Gioco, cinema e scienza.

Mercoledì 5 marzo 2014, 17.30; Caffè San Marco

Ogni grande scacchista vorrebbe giocare con Dio o con la morte, come intuì Bergman nel Settimo sigillo. Ed è il motivo per cui la letteratura si è così spesso occupata di scacchi e dei suoi campioni. Giuseppe Mussardo ne parla in compagnia di Andrea Trombettoni, fisico teorico nonché appassionato scacchista, e dello scrittore Paolo Maurensig che, agli scacchi, ha dedicato pagine di grande letteratura.

“Il gioco degli scacchi non è solo futile divertimento… la vita stessa è una specie di partita a scacchi” affermò Benjamin Franklin. Un gioco che è un po’ arte, un po’ scienza, con miniature logiche di indimenticabile bellezza quali la famosa partita immortale di Anderssen contro Kieseritzky. L’analisi del numero vertiginoso di combinazioni, lo studio delle varianti e la selezione di quelle vincenti è forse il campo in cui la grande pretesa dei calcolatori di simulare i processi tipici dell’intelligenza si è avverata nella maniera più completa.