Corso

Massmedia e medicina

Anno Accademico: 

  • 2015-2016

Anno: 

Primo Anno

Contenuti: 

Il corso si propone di analizzare come sia cambiato il concetto di salute, di delineare il contesto in cui tale mutamento è avvenuto e in quale misura i media, adeguandosi ai mutamenti socio-economici,  abbiano contribuito a tale cambiamento. Si forniranno agli allievi gli strumenti per distinguere tra comunicazione trasparente e promozione mascherata da informazione, per individuare, là dove c'è, lo stretto legame fra mercato e salute, e le strategie di marketing dell’industria farmaceutica. Per chi deve comunicare è importante saper tracciare l’ormai labile confine tra salute e patologia, tra “normale” e “anormale”. Si promuovono disturbi che malattie non sono, si influenzano - direttamente e indirettamente - i medici attraverso gli informatori. Il conflitto di interessi è tale da far dubitare dei dati, elargiti attraverso i media. La sperimentazione clinica può oggi evitare casi come quello del Vioxx o quello di Avandia? Qual è il ruolo delle agenzie regolatorie che certificano l’uso dei farmaci? E come interpretare, alla luce del mutato scenario, l’epidemiologia? L’obiettivo è coinvolgere gli allievi in un confronto dialettico con i vari ospiti, abituandoli a porre domande, rompendo lo schema della lezione tradizionale. E intercalare alle lezioni (con contenuti che abituino a utilizzare il senso critico e a porre in un contesto la notizia) ore di laboratorio in cui si eserciti la capacità di elaborare le informazioni da porgere al pubblico.

Programma del corso: 

Ore di lezione: 28

Lezione 1: Itinerario aggiornato e critico sul percorso che porta all’approvazione di un farmaco. Il ruolo delle agenzie regolatorie e delle pubblicazioni scientifiche.

Parte Prima :   Gianna Milano  dialoga con Maria Font, vicedirettore di Infofarma, mensile online di informazione indipendente sui farmaci, Ussl 20, Verona                                                                                                                       

Chi sono gli attori, quali sono le regole, come funzionano le agenzie regolatorie  (FDA, EMA, AIFA)  che hanno il compito di vigilare sulla sicurezza e sull’efficacia dei medicinali prima che entrino in commercio. Un iter che dovrebbe essere una garanzia per il pubblico. Andiamo a guardare dentro gli ingranaggi di questo processo per valutarne pro e contro. Diventa sempre più difficile per le agenzie regolatorie (lo dimostra una recente decisione dell’FDA) reperire esperti che valutino i nuovi farmaci e che non abbiano conflitto di interessi. Quale il compito delle pubblicazioni scientifiche e dell’informazione indipendente sui farmaci.  

Parte seconda: laboratorio                                                                                                                                                        

Analisi delle principali riviste scientifiche: Lancet, Jama, BMJ, New England Journal of Medicine, Science, Nature, PloS…Esercitazione in classe su come si legge un articolo scientifico e prova in classe di come lo si può proporre al pubblico. Con lettura degli elaborati prodotti.                 

Lezione 2: Concetto di salute: ieri e oggi.

Parte Prima: Gianna Milano  dialoga con Angelo Stefanini, direttore scientifico del Centro Studi e Ricerche in Salute Internazionale e Interculturale (CSI), Dipartimento di Medicina e Sanità Pubblica, Università di Bologna.

Che cosa significa salute? E’ la salute un indicatore di diritto alla vita? Quali sono (o dovrebbero essere) i livelli essenziali di assistenza? Che cosa si intende per salute globale? La salute dovrebbe essere un bene condiviso e accessibile a tutti. Non è un problema di bioetica ma di diritti umani che vengono disattesi in due terzi del mondo. Il rispetto degli accordi internazionali, come la World Trade Organization (WTO), e quello sui brevetti, The Agreement on Trade Related Aspects of Intellectual Property Rights (Accordo sui diritti di proprietà intellettuale relativi al commercio), noto con l’acronimo TRIPS, promosso dalla WTO, spesso impediscono ai Paesi del Terzo Mondo l’accesso a farmaci essenziali. Come si sono organizzati alcuni Paesi per bypassare le pastoie che interferiscono con il diritto alla salute. Il “caso” del Sud Africa e dei farmaci per l’AIDS. E altri esempi, dall’India al Brasile.

Parte Seconda: Laboratorio                                                                                                               

Esercitazione: scrivere una definizione del concetto di salute. Con lettura degli elaborati prodotti                  

Lezione 3: Il marketing delle malattie

Parte Prima: Gianna Milano dialoga con Marco Bobbio, già cardiologo all’ospedale di Cuneo e autore di: “Giuro di esercitare la medicina in libertà e indipendenza (Einaudi, Torino 2004) e “Il malato immaginato” (Einaudi Torino, 2010) e fra i propugnatori di “Slow Medicine”.                                                                                                                             

Negli ultimi decenni è andato sfumandosi, fino a diventare sempre più labile, il confine tra “normale” e “patologico”, tra “sano” e “malato”. E fino a disegnare una nuova “mappa” concettuale e semantica del sapere medico. Il linguaggio e le relazioni sono state via via “medicalizzate”. Mutato è il rapporto tra medico/paziente e tra  medicina/malattia, quest'ultima più che espressione di un fenomeno naturale un “prodotto” socio-culturale-commerciale da ottenere/comprare a tutti i costi. Il mercato delle tecniche mediche ha portato a una medicalizzazione della vita di grande  pervasività, imponendo il mito di una salute assoluta, e proponendo un'unica identità di “individuo sano, efficiente e produttivo, e giovane anche da vecchio”. Alla sollecitudine, all'interesse e alla cura per chi soffre si è sostituito l'intervento farmacologico/terapeutico (c'è una pillola per tutto) che espropria l'individuo della sua soggettività, e lo lascia spesso in balia di “promesse” tanto astratte quanto irraggiungibili che non tengono conto dei limiti della medicina. La realtà che è venuta alla luce nell’ambito della promozione dei farmaci, della formazione medica, dell’informazione ai cittadini, fino alle scelte di politica sanitaria, fa pensare che ci troviamo di fronte non tanto a un conflitto di interessi, quanto a una convergenza di svariati interessi, estranei alla preoccupazione per la salute delle persone. Esempi di che cosa significhi per un medico muoversi tra informazione e promozione. Problema che riguarda anche i giornalisti: per informare in modo corretto devono acquisire consapevolezza delle dinamiche del marketing, in cui l’industria dei farmaci investe oggi i due terzi del suo budget.                                            

Parte Seconda: Laboratorio                                                                                                      

Esercitazione: Fornire in anticipo (da leggere a casa) clips su un caso recente che esemplifichi le strategie utilizzate dall’industria dei farmaci. 

Lezione 4:  Lost in translation: il difficile compito di tradurre linguaggi specialistici e di interpretare le statistiche e i risultati degli studi clinici. I trucchi e gli inganni della statistica.

Parte Prima: Gianna Milano dialoga con Giovanni Peronato, medico di base e membro del movimento dei NoGrazie.                                                                                                                                  

La nostra società è dominata da linguaggi specialistici. Ogni giorno ci viene chiesto di esprimere un parere, direttamente (tramite referendum) o indirettamente (attraverso le scelte elettorali) su questioni complesse e vincolate a linguaggi specialistici come lo statuto dell’embrione o le cellule staminali. Un problema cruciale ma irrisolto è quello della traduzione tra linguaggi. Vengono passati in rassegna alcuni di quegli espedienti usati per fornire i dati numerici in modo fuorviante, lasciando intendere risultati molto più ottimistici di quanto non sia in realtà. L'inganno viene perpetrato sia nei confronti dei medici che dei pazienti, in buona e in cattiva fede: si fa molto conto della numerical (statistical) illiteracy che purtroppo accomuna i primi ai secondi. L'esposizione prende in considerazione i risultati, reali e millantati, degli screening oncologici (mammella, prostata, cancro del colon-retto), degli studi sul colesterolo e riduzione del rischio cardiovascolare, della confusione fra mortalità e sopravvivenza, ma anche esempi più banali, come la pubblicità dello yogurt che abbassa il colesterolo... Lo scopo è imparare a leggere dietro le righe ogni volta che viene presentato un nuovo studio sul farmaco 'miracoloso' per questa o quella malattia, diffidando sempre dei risultati troppo ottimistici.

Parte Seconda:  Laboratorio                                                                                                         

Esercitazione che prevede la lettura dei risultati di uno studio clinico e l’interpretazione dei risultati. I diversi modi di “presentare” i numeri.   

Lezione 5: La sostenibilità dei sistemi sanitari: ieri e oggi.  

Gianna Milano dialoga con Giancarlo Domenighetti, docente di economia sanitaria, Università di Losanna, Svizzera                                                                                                                       

Parte Prima: I sistemi sanitari “universali” sono sistemi complessi dominati dall'offerta. È quest'ultima che omologa la domanda che potrà quindi beneficiare di un accesso a prestazioni e servizi il cui costo sarà poi socializzato. Ogni sistema sanitario è pure caratterizzato da interessi spesso contrapposti tra gli attori implicati (pazienti-cittadini, fornitori di prestazioni, produttori di tecnologia, amministratori, politici). Inoltre, dal lato dell’offerta, l'attività sanitaria è dominata da complessità, incertezza, asimmetria dell'informazione, corruzione, autoritarismo e opacità delle decisioni, dal lato della domanda prevalgono preferenze individuali e sociali orientate verso un sempre maggior benessere psico-fisico spesso riconducibile ad attese di efficacia dell’impresa medico-sanitaria che vanno oltre ogni ragionevole evidenza. Attese in larga misura indotte dai media. Una riflessione, non tanto a margine, di come la crisi economica ha influito sulle politiche sanitarie  di vari Paesi, dalla Gran Bretagna, alla Grecia, alla Spagna) e con quali conseguenze sull’accesso alla salute.

Parte Seconda: Laboratorio dedicato alla visione di due documenti che dovrebbero essere tema per una esercitazione scritta da fare a casa e consegnare alla lezione successiva con lettura degli elaborati. 

L’idea è verificare qual è il “take home message” degli allievi.                                                                                                              

- Visione di un’intervista  a un medico greco che fa parte di un’organizzazione di volontari che prestano cure a chi non dispone di risorse economiche per potervi accedere: http://www.youtube.com/watch?v=VVr7WUl6lbM:                                                            

- Visione del documentario delle rete svizzera “Falò” sul caso Tamiflu, l’antivirale di non provata efficacia venduto dalla Roche di cui Paesi nel mondo intero hanno fatto scorte per miliardi di dollari. Sarebbe dovuto servire nel caso di influenza pandemica. “L’influenza degli affari” (https://www.youtube.com/watch?v=yLUPppnEiGQ                                                                                                                                      

Lezione 6: L’epidemiologia: ieri, oggi e… domani: lavorare “con”, “per” o “su” persone e popolazioni?   

Parte prima: Gianna Milano dialoga con Gianni Tognoni, direttore dell’Istituto Mario Negri Sud

Che cosa definisce la “scientificità delle medotologie e la legittimità delle loro applicazioni? Esercizi di definizione. Quando è nata l’epidemiologia. Qual è (e quale dovrebbe essere) la sua funzione. L’epidemiologia indica e quantifica secondo regole e tecniche statistiche il grado di certezza (affidabilità? oggettività? verità? normativa?) dei risultati raccolti. Come valutare i fattori di rischio/protezione nel causare o prevenire problemi? Quale il nesso tra epidemiologia e diritto? I dati epidemiologici sono davvero indicatori del riconoscimento dei diritti soggettivi e/o comunitari? La densità degli interrogativi sottolinea la complessità dell’argomento.

Parte Seconda: L’esercitazione potrebbe prendere in esame il famoso Framingham Heart Study, da quando è iniziato che risultati ha prodotto e di quale tipo. Oppure il Women’s Health Initiative (WHI) iniziato nel 1991 dai National Institutes of Health che arruolò oltre 160,000 donne fra i 50 e i 79 anni (al momento dell’arruolamento) per una durata di 15 anni e doveva rispondere ai maggiori quesiti in fatto di prevenzione per cancro, infarto, osteoporosi.

Lezione 7: Il rapporto tra magistratura e salute pubblica: dal caso Di Bella a quello di Stamina, dal Petrolchimico di Marghera all’Ilva di Taranto. 

Parte Prima: Gianna Milano  dialoga con Luca Masera, dipartimento di giurisprudenza università di Brescia

Rilevante, ai fini di un dibattito esauriente tra esperti di campi diversi del sapere, non è tanto chi ha torto o ha ragione, ma perché spesso si faccia tanta confusione narrativa. Prendere decisioni in condizioni di incertezza costituisce una fonte di valori per la comunità, senza mai perdere di vista il rigore scientifico. Il web ha dimostrato (dimostra) un'orizzontalità del sapere. L’esperto si trova spesso spiazzato da questi nuovi cittadini esigenti e informati, come lo è il medico che non vuol sentire quel che il paziente ha trovato su Internet (al di là di ciò che ha trovato). La rete appare come un sintomo che qualcosa non funziona e conferma quel “fastidio” crescente verso una cultura paternalistica che non tiene conto della complessità dei messaggi da trasmettere. Spesso i mass media non svolgono il loro compito di indagare e poi informare.

Parte Seconda: Laboratorio                                                                                                            

L’esercitazione potrebbe prevedere la lettura dei titoli dei principali giornali sul caso Stamina e un’analisi in classe dei medesimi. Oppure la visione dell’inchiesta di Riccardo Jacona.

Obiettivi: 

L’obiettivo del corso è allargare i confini della conoscenza, perché solo da una maggiore consapevolezza può emergere una maggiore obiettività nell’elargire notizie al pubblico. A chi spetta dare una definizione di “salute”? La domanda che ai più può suonare retorica, di fatto non lo è, se si parte dal presupposto che la salute è da considerarsi un diritto (per ogni cittadino) e un dovere garantirla (per ogni governo). Allo studente dovrebbe essere più chiaro alla fine del corso sapere qual è il ruolo del giornalista che scrive sulla medicina, e come  produrre una partecipazione consapevole nelle decisioni del pubblico, fornendo gli strumenti per una maggiore padronanza delle proprie scelte. L’etica della responsabilità dovrebbe applicarsi all’universo intero delle notizie, ma la medicina ha una dimensione particolare perché attiene all’individuo, al suo benessere. Gli studenti dovranno acquisire consapevolezza dei limiti e dei tranelli di un mondo scientifico sempre più condizionato dai profitti, che cerca attraverso i media una propria legittimazione,  e un modo per tutelare i propri interessi. Inoltre, il corso intende delineare il contesto in cui la comunicazione della medicina si attua: chi sono gli “attori” (ricercatori, medici, pazienti, istituzioni, giornalisti) e quali i confini fra linguaggio specialistico e dialogo di democrazia, tra quantificazioni probabili e dati di fatto.

Testi consigliati: 

⁃ Marcia Angell, Farma&Co, Il Saggiatore, Milano, 2006.

⁃ Jerry Avorn. Powerful Medicines. Vintage Books, New York 2005.

⁃ Giorgio Bert, Slow Medicine. Sperling&Kupfer, Milano, 2013.

⁃ Michele Bocci e Fabio Tonacci, La Mangiatoia. Perché la sanità è diventata il più grande affare d'Italia, Mondadori, Milano 2013.

⁃ Marco Bobbio, Giuro di esercitare la medicina in liberta’ e indipendenza, Einaudi, Torino, 2004.

⁃ Marco Bobbio, Il malato immaginato, Einaudi Torino, 2010

⁃ Georges Canguilhem, Il normale e il patologico, Einaudi, Torino 1998

⁃ Gilberto Corbellini, Breve storia delle idee di salute e malattia, Carocci, 2004.

⁃ Castagnola A, Rossi M, ll mercato della salute. Diritto alla vita tra interessi, speculazioni, piraterie,  EMI, 2005.

⁃ Fiorenzo Conti, Claude Bernard e la nascita della biomedicina, Cortina, Milano, 2013.

⁃ Giorgio Cosmacini, Roberto Satolli, Lettera a un medico sulla cura degli uomini, Laterza, Roma-Bari 2003.

⁃ Allen Frances, Primo, non curare chi è normale, Bollati Boringhieri, Torino, 2013.

⁃ Silvio Garattini, Fa bene, fa nmale, Sperling&Kupfer, 2013

⁃ Atul Gawande, Salvo complicazioni. Appunti di un chirurgo americano su una scienza imperfetta, Fusi Orari, Roma, 2005.

⁃ Marco Geddes da Filicaia, Cliente, paziente, persona, Il Pensiero scientifico Editore, Roma 2013.

⁃ Ben Goldacre e T. Cannillo, Effeti collaterali,  Mondadori, Milano  2013.

⁃ Mirko Grmeck, La vita, le malattie, la storia, Di Renzo Editore, 1998.

⁃ David Healey Pharmageddon. University of California Press, Berkeley and Los Angeles 2012.

⁃ Ivan Illich, Nemesi Medica, Bruno Mondadori, Milano, 2004

⁃ Tom Jefferson, Attenti alle bufale, Il Pensiero Scientifico, Roma, 2008,

⁃ Jacky Law, Big Pharma, Einaudi, Torino, 2006.

⁃ Ragnar Levi, Medical Journalism, Iowa State University Press, 2001.

⁃ Giulio Maccacaro, Medicina Democratica, Feltrinelli, Milano, 1979.

⁃ Francesco Maggi e Adelisa Maio, La casta dei farmaci, eNewton, 2011.

⁃ Ray Moynihan e Alan Cassels, Farmaci che ammalano, Nuovi Mondi Media,  Bologna, 2005.

⁃ Franca Ongaro Basaglia, Salute/malattia. Le parole della medicina, Einaudi, Torino 1982.

⁃ Sonia Shah, Cacciatori di corpi: la verità su farmaci killer e medicina corrotta, Nuovi Mondi, 2007.

⁃ Susan Sontag, Malattia come metafora. Cancro e Aids, Mondadori, Milano 2002.

⁃ Angelo Stefanini, Salute e Mercato, EMI, 1997.

⁃ Renzo Tomatis, Il fuoruscito, Sironi, Milano, 2005.

⁃ H Gilbert Welch Overdiagnosed, Beacon Press Boston, 2011.

⁃ Bob Whitaker, Indagine su un'epidemia, Fioriti Editore, Roma, 2013.

Ospiti: 

Giovanni Peronato, Ospedale San Bartolo di Vicenza, Gruppo NoGrazie       

Maria Font, Dialogo sui Farmaci

Michele Grandolfo, già epidemiologo all’Istituto Superiore della Sanità ed esperto di programmi vaccinali

Angelo Stefanini, Università di Bologna

Gianni Tognoni, Laboratorio di Farmacologia Clinica Cardiovascolare, Mario Negri, Milano

Luca De Fiore, Il Pensiero Scientifico, Roma                                          

Marco Bobbio, cardiologo e scrittore

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